"Playground at Dusk" di Nacho Carbonell
"I ricordi non sono solo emozioni e visioni. Hanno il potere di parlare alle persone, raccontare una storia e spiegare il perché della propria esistenza". Il designer spagnolo Nacho Carbonell ha un'ossessione creativa che lo accompagna in tutti i suoi lavori: progettare oggetti emozionanti, capaci di interagire con l'osservatore. In altre parole: creare legami.

La sua ultima collezione "Playground closes at dusk" (commissionata dalla gallerista Rossana Orlandi e presentata al Design Miami/Basel 2011) è un'installazione per esterni composta da 5 pezzi. Quattro cercano di esplorare i sensi e uno, il più grande, rappresenta la memoria, la capacità del cervello umano di ricordare e immagazzinare dettagli ed emozioni. "Ho cercato di risvegliare i sensi dell'osservatore e condurlo a una diversa visione di se stesso in relazione all'ambiente circostante", spiega Nacho.

"Sono pezzi da annusare, toccare, su cui arrampicarsi e da ascoltare", prosegue il designer. Un'esperienza multisensoriale nella quale l'osservatore partecipa, gioca e interagisce con le parti diventando qualcosa di più di un semplice utente.

"Auditorium", "Odor", "Resonator", "Point of View" e "Memoralia" sono certamente nomi evocativi che non lasciano dubbi sulla loro natura e funzione. "Memoralia", il pezzo più grande della collezione, è una spiegazione figurativa della relazione intricata fra sensi e memoria.

La nebolosa di scatole sulla cima della scala rappresenta i nostri ricordi personali: la camera dei segreti del nostro cervello. Raggiungerla non è solo uno sforzo fisico, ma anche un viaggio psicologico negli strati profondi della coscienza e dei pensieri più nascosti. Così l'atto di arrampicarsi diventa un processo di elevazione che conduce a un percorso di auto analisi.

"Sono le persone il risultato di questa collezione di memorie", sottolinea Nacho. "Così, raggiungere la cima della scala ci permette di riconoscere un intero sistema di "nuvole di memoria". Hanno forme diverse e a volte lo stesso contenuto, ma ognuna interagisce con l'altra in quella che chiamiamo «società»".

E la vista dall'alto permette di guardare noi stessi da una prospettiva diversa, sia come individui che come parte di un processo di contaminazione all'interno della società. Il risultato? Un melting pot di esperienze emotive che generano nuove visioni e idee.

Hanno collaborato alla realizzazione della collezione Marc Barrera (specializzato nella lavorazione del vetro a soffio), Barnabé Fillion e Borre Akkersdijk (perfume designer).

Foto via nachocabonell.com

La sua ultima collezione "Playground closes at dusk" (commissionata dalla gallerista Rossana Orlandi e presentata al Design Miami/Basel 2011) è un'installazione per esterni composta da 5 pezzi. Quattro cercano di esplorare i sensi e uno, il più grande, rappresenta la memoria, la capacità del cervello umano di ricordare e immagazzinare dettagli ed emozioni. "Ho cercato di risvegliare i sensi dell'osservatore e condurlo a una diversa visione di se stesso in relazione all'ambiente circostante", spiega Nacho.

"Sono pezzi da annusare, toccare, su cui arrampicarsi e da ascoltare", prosegue il designer. Un'esperienza multisensoriale nella quale l'osservatore partecipa, gioca e interagisce con le parti diventando qualcosa di più di un semplice utente.

"Auditorium", "Odor", "Resonator", "Point of View" e "Memoralia" sono certamente nomi evocativi che non lasciano dubbi sulla loro natura e funzione. "Memoralia", il pezzo più grande della collezione, è una spiegazione figurativa della relazione intricata fra sensi e memoria.

La nebolosa di scatole sulla cima della scala rappresenta i nostri ricordi personali: la camera dei segreti del nostro cervello. Raggiungerla non è solo uno sforzo fisico, ma anche un viaggio psicologico negli strati profondi della coscienza e dei pensieri più nascosti. Così l'atto di arrampicarsi diventa un processo di elevazione che conduce a un percorso di auto analisi.

"Sono le persone il risultato di questa collezione di memorie", sottolinea Nacho. "Così, raggiungere la cima della scala ci permette di riconoscere un intero sistema di "nuvole di memoria". Hanno forme diverse e a volte lo stesso contenuto, ma ognuna interagisce con l'altra in quella che chiamiamo «società»".

E la vista dall'alto permette di guardare noi stessi da una prospettiva diversa, sia come individui che come parte di un processo di contaminazione all'interno della società. Il risultato? Un melting pot di esperienze emotive che generano nuove visioni e idee.

Hanno collaborato alla realizzazione della collezione Marc Barrera (specializzato nella lavorazione del vetro a soffio), Barnabé Fillion e Borre Akkersdijk (perfume designer).

Foto via nachocabonell.com
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