"Metamorphosis" di Aneta Regel Deleu
C'è una lotta in corso. Se osservate il lavoro dell'artista Aneta Regel Deleu, scoprirete due fazioni in guerra: l'argilla plasmata dall'uomo e i materiali grezzi. Uno scontro che diventa scultura.

Aneta, laureata al Royal College di Londra nel 2006, è cresciuta nella Polonia del Nord, dove spesso si imbatteva in enormi massi, escrescenze rocciose morbide e tonde, plasmate dai ghiacciai in ritiro.

Pietre che abbondano nelle foreste e che alimentano le leggende, per il loro profilo antropomorfo o perchè ritenute, nella credenza popolare, dotate di poteri magici.

In tutto il lavoro di Aneta, compresa questa serie "Metamorphosis", ritroviamo infatti un senso di timore reverenziale per la natura. Come se l'artista, con le sue forme astratte ed emozionali, lasciasse sempre aperta una finestra su una dimensione trascendente.


Un'apertura su uno spazio d'immaginazione libera, per l'artista ma anche per l'osservatore. Perché come per tutta l'arte romantica, anche il lavoro di Aneta richiede l'empatia di chi guarda, per poter esprimere l'impegno e l'integrità poetica dell'autore.









Foto via anetaregel.com

Aneta, laureata al Royal College di Londra nel 2006, è cresciuta nella Polonia del Nord, dove spesso si imbatteva in enormi massi, escrescenze rocciose morbide e tonde, plasmate dai ghiacciai in ritiro.

Pietre che abbondano nelle foreste e che alimentano le leggende, per il loro profilo antropomorfo o perchè ritenute, nella credenza popolare, dotate di poteri magici.

In tutto il lavoro di Aneta, compresa questa serie "Metamorphosis", ritroviamo infatti un senso di timore reverenziale per la natura. Come se l'artista, con le sue forme astratte ed emozionali, lasciasse sempre aperta una finestra su una dimensione trascendente.

Un'apertura su uno spazio d'immaginazione libera, per l'artista ma anche per l'osservatore. Perché come per tutta l'arte romantica, anche il lavoro di Aneta richiede l'empatia di chi guarda, per poter esprimere l'impegno e l'integrità poetica dell'autore.









Foto via anetaregel.com
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