Caos creativo
Sono ovunque, incontrollabili e crescono come le prestazioni delle CPU. Mettono in crisi scienziati che elaborano teorie per spiegarle. Sono caos e complessità. Eccole, espresse nel design di Itay Ohaly.

Mai come negli ultimi 10 anni lo studio dei sistemi complessi ha portato la scienza così vicina all'arte, dove la creatività, processo caotico per eccellenza, la fa da padrona.

E se il caos è oggetto di studio della scienza, questo è anche il tema che attraversa il lavoro dell'israeliano Itay Ohaly.

Secondo il designer bisogna stare al passo con l'evoluzione e con il presente, sempre meno lineare, traslando la logica frammentaria del caos nel processo di design.

È il caso di "Design & Chaos", una serie di scrivanie ideate in diverse fasi da diverse persone inconsapevoli dello scopo finale del loro contributo; ma anche una linea di sedie progettata separatamente da designer diversi, secondo uno brief comune.

Processi che disconnettono il designer dalle estetiche imperanti e portano a nuove formule per costruire oggetti.

Come nella serie "Unpacking" dove è l'utente finale a estrarre l'oggetto dallo stampo in polistirolo, scoprendolo così prima del suo creatore.

Sembra un'utopia, ma a guardare il lavoro di Ohaly, design e caos possono comunicare lungo strade tutte ancora da percorrere.








Foto via ohaly.com

Mai come negli ultimi 10 anni lo studio dei sistemi complessi ha portato la scienza così vicina all'arte, dove la creatività, processo caotico per eccellenza, la fa da padrona.

E se il caos è oggetto di studio della scienza, questo è anche il tema che attraversa il lavoro dell'israeliano Itay Ohaly.

Secondo il designer bisogna stare al passo con l'evoluzione e con il presente, sempre meno lineare, traslando la logica frammentaria del caos nel processo di design.

È il caso di "Design & Chaos", una serie di scrivanie ideate in diverse fasi da diverse persone inconsapevoli dello scopo finale del loro contributo; ma anche una linea di sedie progettata separatamente da designer diversi, secondo uno brief comune.

Processi che disconnettono il designer dalle estetiche imperanti e portano a nuove formule per costruire oggetti.

Come nella serie "Unpacking" dove è l'utente finale a estrarre l'oggetto dallo stampo in polistirolo, scoprendolo così prima del suo creatore.

Sembra un'utopia, ma a guardare il lavoro di Ohaly, design e caos possono comunicare lungo strade tutte ancora da percorrere.








Foto via ohaly.com
11 Gennaio 2012
3.4/5






















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