I am a good socialist
Ha scavato in cerca delle sue radici yugoslave, in pieno regime socialista, ma si è ritrovato a inseguire diramazioni inaspettate, fra misticismo tribale, astrazioni magiche e fantascienza. Ecco la nuova collezione Sadak.

Dietro la label Sadak, c'è il fashion designer indie serbo Sasa Kovacevic, che per la collezione S/S 2011 si cimenta nel racconto di una micro-nazione "Ex-Land", stato immaginario dove confluiscono contrastanti ispirazioni.

Dai costumi tradizionali della Serbia rurale, ai poster psichedelici creati a fine anni 60 nel "Blocco occidentale". Ma sono anche la simbologia e gli slogan socialisti usati come propaganda dopo la II Guerra Mondiale a influenzare Sasa.

Frullati insieme, gli elementi si stratificano in un movimento continuo dai colori metallici, giacche trasformabili e forme geometriche che ammiccano al futuro, alle rivisitazioni di abiti della Yugoslavia del passato.

A congelare la collezione viva, fra ambiguità di texture, forme e riferimenti culturali dinamici che affondano in una realtà storica precisa e la rifondano nel presente con "Ex-Land", ci pensa in post-produzione il fotografo tedesco Daniel Bolliger.

Dai suoi sfondi sabbiosi, cinque modelli e modelle emergono come santini balcanici da una nebbia ocra che non può non ricordare le dorature delle icone bizantine, rielaborate da sensazioni contemporanee.



















Foto via www.danielbolliger.com | sadak.de

Dietro la label Sadak, c'è il fashion designer indie serbo Sasa Kovacevic, che per la collezione S/S 2011 si cimenta nel racconto di una micro-nazione "Ex-Land", stato immaginario dove confluiscono contrastanti ispirazioni.

Dai costumi tradizionali della Serbia rurale, ai poster psichedelici creati a fine anni 60 nel "Blocco occidentale". Ma sono anche la simbologia e gli slogan socialisti usati come propaganda dopo la II Guerra Mondiale a influenzare Sasa.

Frullati insieme, gli elementi si stratificano in un movimento continuo dai colori metallici, giacche trasformabili e forme geometriche che ammiccano al futuro, alle rivisitazioni di abiti della Yugoslavia del passato.

A congelare la collezione viva, fra ambiguità di texture, forme e riferimenti culturali dinamici che affondano in una realtà storica precisa e la rifondano nel presente con "Ex-Land", ci pensa in post-produzione il fotografo tedesco Daniel Bolliger.

Dai suoi sfondi sabbiosi, cinque modelli e modelle emergono come santini balcanici da una nebbia ocra che non può non ricordare le dorature delle icone bizantine, rielaborate da sensazioni contemporanee.



















Foto via www.danielbolliger.com | sadak.de
17 Gennaio 2012
4.3/5






















Opera pubblicata sotto una Licenza Creative Commons
simply the Best !!!