Intervista ad Alessandro Ciffo

Un soffio d'aria. È l'elemento leggero per eccellenza a sostenere le 11 poltrone in silicone autoprodotte dal designer Alessandro Ciffo, dal 16 al 22 aprile esposte alla Triennale di Milano. Una collezione "Iperbolica", di nome e di fatto, che parte dalla serie base intitolata "Saccomatto" (presentata per la prima volta da Dilmos nel 2008) e ne porta alle estreme conseguenze gli aspetti formali e materiali.
Plasmate prima con l'aria e poi imbottite con una schiuma poliuretanica elastica, ogni pezzo è un esperimento e omaggio a un grande artista di cui è rivelato solo il nome. Un rapporto con i grandi maestri dell'arte che diventa anche l'occasione per ribadire l'esigenza del confronto, del dialogo senza concorrenza. "È importante non solo ritornare al mestiere", ricorda infatti Ciffo, "ma anche riscoprire i propri maestri, la condivisione e lo scambio di conoscenze".


Da "Scaccomatto" a "Iperbolica", qual è stata l'evoluzione?
Avevo ottenuto le forme di "Scaccomatto" con una scocca in legno. Un guscio di silicone la ricopriva e diventava forma e decorazione. Nella collezione "Iperbolica" tolgo ogni elemento strutturale e sostituisco la scocca con l'aria. La poltrona si trasforma così in una camera d'aria, che gonfiata disegna una nuova forma.
Come succede con tutti i miei oggetti, è stato il materiale a portarmi verso quella forma. Non l'ho progettata a priori, è stata la risposta alle caratteristiche intrinseche del materiale. Gonfiando questa forma fatta in silicone, ottengo movimenti e forme che disegnano la poltrona.
LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica

Ale (Ciffo)

Nella fase successiva, l'introduzione della schiuma poliuretanica al posto dell'aria ti ha permesso di sperimentare nuove forme espressive?
No, l'iniezione della schiuma è solo funzionale. L'aria tende a rarefarsi, anche senza perdite o alte pressioni. Basta un cambiamento di temperatura o atmosferico. Per non rigonfiare la poltrona ho introdotto la schiuma poliuretanica che dà stabilità senza alterare la silhouette.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Anselm (Kiefer)

Che tipo di silicone utilizzi?
Un silicone universale a base acetica che si usa per sigillare i vetri. È una pasta che non viene scaldata o trasformata in termini di densità.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica

Claude (Monet)

Perché per ogni poltrona un omaggio a un artista diverso?
È grazie a loro se il mio linguaggio si è evoluto. Ho passato in rassegna le tecniche che ho cercato di imparare da ognuno di loro e ho ripercorso ogni mia sperimentazione nella pittura e nella colorazione: cromatismi impressionisti, stile informale, astrattismo, optical e graffitismo.
È un'antologia della mia ricerca, una panoramica che riassume ogni fase dal punto di vista pittorico e cromatico attraverso vari omaggi ad artisti che coprono la storia dell'arte dalla fine dell'800 al 900, anche se il richiamo più antico è Michelangelo, di cui evoco il materiale, il marmo.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Ettore (Sottsass)

Ci racconti il processo di creazione?
Si parte da uno stampo scomposto, formato dalle 4 facce della seduta e dalle 6 del cubo. Ogni faccia, prima di essere dipinta come un quadro, viene trattata su superfici singole e perfettamente piane per annullare le aderenze del silicone.
La pittura è la fase più delicata a livello estetico. Una volta dipinta, ogni faccia va ricomposta nel solido, fase per fase. Va rinforzata e sigillata internamente per permettere alla poltrona di non gonfiarsi quando messa sotto pressione e infine sigillata.
Nelle fasi di saldatura, la struttura mantiene gli spigoli vivi e si arrotonda solo all'interno delle superfici piane.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Jason (Martin)

Quali sono i tuoi accorgimenti per non inquinare?
Per me non inquinare vuol dire non produrre oggetti inutili. Io creo cose che non nascono per essere gettate.
Non sprecare materiale per me è un metodo di lavoro. Riutilizzo sempre il materiale in esubero. Molte ispirazioni, gesti e abbinamenti cromatici nascono proprio da questo approccio. Per esempio li scopro pulendo la spatola: quando stendo nuovamente lo scarto in eccesso sulle forme che sto creando, le rinforzo.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Jean Micheal (Basquiat)

Il tuo contributo all'autoproduzione?
Ho cominciato 8 anni fa, in tempi non sospetti. Clara Mantica, la giornalista che vide nel mio lavoro una metodologia di autoproduzione, la teorizzò in un manifesto. L'autoproduzione, intesa come metodo di lavoro, è una possibile soluzione ai meccanismi più classici del design industriale che ti obbligano alle logiche e condizioni delle grandi produzioni. È limitante, com'è normale che sia. Ma rendere un progetto riproducibile in serie è una grande sfida per il designer. Significa riuscire a creare un prodotto bello e funzionale nel rispetto delle leggi del mercato e dei parametri rigidi imposti dall'azienda.
L'autoproduzione dribbla questi paletti e allarga gli orizzonti. Nell'autoproduzione sei più libero e vicino al prodotto. Puoi pensarlo, studiarlo, modificarlo, produrlo, distribuirlo, promuoverlo e venderlo. Sei a contatto col prodotto in tutte le fasi. La filiera si stringe e il processo è più etico.
Ho sempre autoprodotto i miei oggetti e sostenuto questa pratica. All'inizio mi davano del romantico, dell'utopico. Oggi pare che si autoproducano tutti e questo è un rischio. È una parola inflazionata, come "design" del resto. L'autoproduzione non è bricolage, non è fai da te. È un lavoro che richiede molta esperienza, ricerca e professionalità.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Joan (Mirò)

Consigli ai giovani designer?
Trovare un materiale che non nasce con finalità progettuali. Come il silicone, un materiale malefico, puzzolente, adesivo, viscido e colloso. Io però ho scoperto che è ideale per trasformarlo in una cosa bella. Le difficoltà generano sfide, le sfide ispirazioni.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Mark (Rothko)

Le tue ultime sperimentazioni col silicone?
Sto indagando gli effetti luminosi sul silicone. È un materiale con trasparenze e profondità, purezza e impurità da esplorare a livello tecnico.

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Michelangelo (Buonarroti)

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Victor (Vasarely)

LTVs, Alessandro Ciffo, Iperbolica
Willem (De Kooning)

Foto © Emilio Tremolada via xxisilico.com

20 Aprile 2012
1 Commento
Elias Cisneros

What an inspiring interview !!! Thanks for sharing your driving force Alessandro Ciffo, I´m a lighting designer, so if I could be of any help from Mexico about your investigation about Luminous effects...please feel free to contact me !

30 Aprile 2012